Competizione e ansia da confronto: così coaching e yoga possono aiutarci
La competizione è parte integrante degli sport di squadra e di quelli individuali.
La competizione è parte integrante degli sport di squadra e di quelli individuali.
Quando impariamo a gestirla e ad incanalare l’energia che ne deriva ci sprona a crescere e a migliorare.
Ma cosa succede quando la competizione scatta nei confronti del nostro compagno di squadra o semplicemente dell’amico che si allena con noi i fine settimana?
Tutti, almeno una volta, ci siamo trovati a confrontarci con persone che sono tutt’altro che avversari. Ma veder primeggiare proprio persone a noi vicine e che condividono con noi allenamenti e fatiche può farci sentire inadeguati.
Ecco allora che il confronto e l’inadeguatezza che ne derivano fanno scattare un senso di ansia: “Non sono all’altezza!”, “Perché io non raggiungo il risultato e lui/lei si?”
Oggi si aggiungono i social, emblema di una perenne corsa al confronto da cui spesso usciamo sconfitti: il nostro week end sembrava davvero perfetto finché non lo confrontiamo con le centinaia di foto di amici e conoscenti.
A riprova che l’ansia da confronto non riguarda solo lo sport ma potenzialmente ogni contesto della nostra vita.
Nelle sessioni di coaching, si può scegliere un approccio gentile nei confronti di noi stessi e degli altri che permette agli atleti di risolvere questo conflitto interiore ritrovando nuova energia e motivazione.
Questo approccio prende spunto dalla filosofia su cui si basa lo yoga dove siamo invitati a non giudicare le nostre emozioni né i nostri pensieri, piuttosto ad accogliere quello che siamo dando vita ad una nuova energia positiva.
In pratica, davanti all’ansia da confronto il coach invita l’atleta a:
- Osservare le emozioni
Lasciamo da parte il giudizio, non ci sono emozioni negative o positive, solo emozioni.
- Riconoscere che le emozioni non sono permanenti
Tutto passa. Il non attaccamento è un principio cardine dello yoga e vale anche per quello che sono le emozioni: non siamo quello che proviamo!
- Trasformare qualunque energia in energia positiva
Ora che abbiamo creato spazio dentro di noi lasciando andare le emozioni che non ci servono (ansia, invidia…), riempiamolo di nuova energia.
- Praticare gratitudine verso sé stesso
Riconosciamo il bello che c’è in noi.
- Praticare gratitudine verso chi lo circonda
Siamo circondati da bellezza, talento e gentilezza, prendiamoci il tempo per riconoscerlo.
- Affidarsi con fiducia al percorso che si è intrapreso e ai risultati che ne deriveranno.
Non arrendiamoci davanti alle difficoltà ma impegniamoci con costanza.
Concludendo, con un approccio ispirato allo yoga, il percorso di coaching ci porta a superare lo stato d’ansia accettando chi siamo e cosa proviamo, accogliendo l’esempio degli altri come stimolo per il miglioramento della performance sportiva.